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I disturbi respiratori causa dei più prematuri decessi

Molte impurità penetrano inevitabilmente dall’esterno e la loro quantità dipende dalla situazione nei dintorni dell’edificio; l’aria all’interno di un’appartamento situato in vicinanza di una strada molto trafficata, ad esempio, contiene monossido di carbonio e altri inquinanti. Nel corso della storia la gente ha sempre viaggiato in estate verso il mare o località termali, ove l’aria contenesse meno particelle di polveri sottili.
“E’ stato dimostrato che le variazioni del contenuto di particelle nell’aria esterna sono connesse all’incremento di malattie e tasso di mortalità, disturbi sia respiratori che cardiovascolari. Le particelle principalmente danneggiano le persone che sono già malate, causando manifestazioni asmatiche a chi già ne soffre, o a soggetti affetti da altri problemi respiratori, deterioramento delle funzioni polmonari e un incremento delle visite ospedaliere” sottolineano il Sovrintendente Juha Pekkanen ed il Dott. Kirsi L.Timonen del National Public Health Institute.
In diversi stati asiatici dove il tasso monossido di carbonio causato dall’intenso traffico o dalla combustione di carbone è significativo, le disfunzioni dell’apparato respiratorio rappresentano la causa dei più precoci decessi.
Gli effetti dannosi per il nostro organismo cominciano a concentrazioni molto ridotte e il limite di sicurezza non è ancora stato determinato; le particelle più dannose sono di dimensioni infinitesime, inferiori a 2.5 micron (PM 2.5).
Gli Stati Uniti stanno programmando di fissare limiti notevolmente stringenti per queste particelle ed anche l’Unione Europea sta prendendo in considerazione la sua legislazione in materia; solo la Finlandia possiede una regolamentazione anche per polveri quattro volte maggiori (PM 10).

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