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Sia le tecniche di progettazione edilizia che quelle di costruzione adottate per la realizzazione di un edificio influiscono significativamente sulla qualità dell’aria indoor.
In Finlandia le strategie di progettazione e le metodologie di costruzione, ampiamente basate sull’esperienza e sul buon senso, sono riamaste pressoché inalterate per centinaia di anni; tuttavia la tradizione di realizzare edifici duraturi non sempre comporta una buona e fresca aria interna. Si continua a dire “uscire a prendere una boccata d’aria” e ciò senza dubbio sottolinea la comune esperienza con l’aria stantia degli ambienti chiusi. Cosa non dovremmo più cercare all’esterno se l’aria indoor fosse fresca e pulita?
L’uomo consuma approssimativamente un kilogrammo di cibo e da due a tre kilogrammi di acqua al giorno e 15-30 kg di aria indoor. Questo dimostra che la qualità dell’aria riveste per la nostra salute almeno la stessa importanza di quella del cibo o dell’acqua. Inoltre riusciamo a proteggerci più attivamente dall’acqua o dal cibo degradato che dall’aria interna in quanto l’apparto digerente riesce a neutralizzare le sostanze nocive in maniera più efficiente dell’apparato respiratorio.
Le tecniche di costruzione si sono evolute in modo sospetto nelle ultime decine di anni: le tempistiche sono state concentrate al limite e si sono adottati sempre nuovi materiali. In Finlandia l’esperienza e la conoscenza derivanti dalla tradizione sono state dimenticate, o al limite compromesse, per incontrare le esigenze economiche. Negli ultimi anni infatti l’obiettivo principale della costruzione edilizia è stata l’efficienza, spesso raggiunta a scapito della qualità.
“è difficile stabilire se i nostri edifici, dal punto di vista della qualità dell’aria, siano migliori o peggiori che altrove, in quanto le circostanze sono diverse. Ciò nonostante c’è ancora molto da migliorare e i problemi connessi con la qualità dell’aria indoor sono sfortunatamente molto diffusi.
Uno dei più comuni è rappresentato dalla scarsa ventilazione, in qualsiasi tipo di edificio” afferma Risto Ruotsalainen.
Un passo indietro
“la soluzione più semplice sarebbe tornare indietro di una cinquantina d’anni, ma ciò non è possibile”
Jouni J.Särkijärvi,
Direttore Ministero dell’Ambiente