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Secondo il Professor Olli Seppänen la ricerca e la formazione su queste problematiche ha, in questi ultimi tempi, attratto l’interesse di diversi nomi tra i costruttori, i progettisti gli architetti e tra le autorità. “Ha avuto un impatto notevole sulle leggi per l’edilizia, sulle classificazioni dei materiali, sulle norme per l’isolamento termico ed acustico e così via. Oggigiorno si pone grande attenzione alla pulizia dei condotti di aerazione, tanto che anche nei cantieri edili i materiali destinati a questi scopi vengono tenuti chiusi fino all’installazione, affinché rimangano puliti”.
All’Università di Otaniemi sono in corso più di un centinaio di progetti di ricerca e sviluppo sul tema, in parte promossidalla National Technology Agency, e con i quali collaborano centinaia di imprese finlandesi.
Una conseguenza tangibile della sensibilizzazione a questo probl ema è rappresentata dai nuovi strumenti di rilevamento della qualità dell’aria, installati nei nuovi edifici.
“Per una ventina d’anni si è parlato di sensori a parete per il controllo della qualità dell’aria, ma il problema di questi strumenti è il costo elevato e la scarsa affidabilità, mentre il rilevamento di temperatura, umidità e tasso di anidride carbonica è relativamente semplice; quest’ultimo dato è indicativo dell’effetto dell’uomo sull’atmosfera interna, anche se la concentrazione di diossido di carbonio non risulta nociva come altri fattori.” Fa notare Olli Seppänen.
Il problema di un’opportuna manutenzione degli edifici è sempre più sentito e considerato nel mondo, e abbiamo riscontrato che con queste procedure la gente è mediamente più sana. A parte questo ci sono anche vantaggi di tipo psicologico, dal momento che la gente nota una risposta tangibile ai problemi da loro esposti.