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Le persone che accusano sintomi da malsana aria indoor dovrebbero sempre affrontare il problema con l’ausilio del servizio sanitario del lavoro, uno degli obiettivi del quale è appunto rivolgere a chi di dovere questi interessi. Altra sua funzione è infatti applicare i risultati delle ricerche effettuate alle situazioni pratiche, cioè, in altre parole, informare i responsabili sanitari delle varie compagnie, in modo che possano acquisire esperienza. Un terzo punto in agenda è il dibattito, all’interno del posto di lavoro, anche con le imprese commerciali cosicché possano rendersi conto del loro ruolo in questo campo; il proprietario dello stabile, il rappresentante per la manutenzione, il datore di lavoro, e gli esperti specifici sono ovviamente già inclusi in queste attività d’informazione. I datori di lavoro sono spesso riluttanti nell’ammettere le loro responsabilità, come invece è stabilito dalla legislazione sanitaria riguardante gli ambienti di lavoro. La loro risposta è generalmente “perché lamentarsi e sbraitare con me, quando la compagnia affitta solamente un edificio di proprietà di qualcun altro”.
Tuttavia la legge al riguardo parla chiaro: colui che sarebbe chiamato in tribunale sarebbe comunque il datore di lavoro e lamentele improntate sull’ignoranza legislativa o sull’impotenza su questa problematica non sono ammesse.
Il datore di lavoro, e non il proprietario dello stabile, è responsabile per la salute dei suoi dipendenti. Questo articolo fornisce un incentivo al dialogo tra datore di lavoro e proprietario dell’edificio; quando il primo è consapevole delle proprie responsabilità può obbligare la proprietà ad apportare le necessarie modifiche.