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L’aria indoor contiene diversi allergeni, come gli acari della polvere, batteri animali, funghi, spore e pollini provenienti dall’esterno, che possono comportare asma o reazioni allergiche. Anna-Liisa Pasanen del dipartimento di scienze ambientali dell’università di Kuopio sottolinea che secondo la teoria i disturbi si sviluppano in due fasi. “Nella prima l’individuo esposto in maniera acuta o cronica agli agenti irritanti ambientali (solventi, impurità varie o pesticidi) manifesta sintomi leggeri. Nella fase successiva questi disturbi risultano incrementati anche da fattori simili ma meno dannosi (alcool, medicazioni farmaceutiche, caffeina, cibi ed altri). A questo punto tali manifestazioni non possono essere più ricondotte alla qualità dell’aria né la pulizia e disinfezione di quest’ultima risolve necessariamente il problema. Circa il 2¸6% della popolazione presenta sintomatologie derivanti dalla qualità dell’aria (affaticamento, emicranie,dolori muscolari, difficoltà di concentrazione o memorizzazione,problemi dermatologici, forme influenzali, difficoltà respiratorie o digestive) senza apparentemente nessuna causa. IL 40% di questi casi non è in grado di stabilire l’inizio del disturbo ma riesce a ricondurlo ad un edificio specifico. “Un indicatore della cattiva qualità dell’aria in un’area può essere la variazione dei sintomi avvertiti, soprattutto per quanto riguarda le vie respiratorie. Può succedere che spostandosi in un altro contesto i problemi scompaiano o si riducano di intensità e questo è un chiaro segnale della responsabilità di aria malsana come fattore scatenante o aggravante dei disturbi” sostiene Risto Ruotsalainen.
Quindi le persone sono il migliore apparato di rilevamento?
“la gente e la sua buona salute sono certamente il migliore indicatore, ma ne esistono anche altri”
Conseguenze di aria malsana
Un essere umano può vivere per un tempo considerevole senza mangiare o bere, ma solo per pochi istanti senza respirare.
Respirando aria malsana si rischiano gravi malattie e si riduce l’efficienza sul lavoro